venerdì 20 agosto 2010

Lezioni di civiltà in nero.

Oggi dovevo prendere il treno locale per tornare a casa. La stazione era chiusa e sulla biglietteria c'era un cartello che diceva: "Nei mesi estivi questa biglietteria può rimanere chiusa, quindi premunirsi dei biglietti in anticipo". Mi hanno detto che i biglietti li vendeva una tabaccheria che non era vicino e visto l'ora probabilmente era chiusa. Ho visto l'orologio, mancavano solo cinque minuti all'arrivo del treno, quindi, mi ero già rassegnato a fare lite con il controllore sul treno, cosa che, naturalmente, non mi avrebbe evitato di pagare la multa. Poi, noto una signora africana che sta parlando al cellulare e sembra volermi dire qualcosa, mi avvicino e vedo che mi porge un biglietto, e mi dice "questo è per l'ultima fermata, quindi va bene". Io la ringrazio, e le do i due euro del costo del biglietto, e lei, sempre parlando al cellulare, rifiuta assolutamente di prendere i miei soldi e lo fa con estrema gentilezza.
E' stato un gesto molto bello, e soprattutto compiuto da una di quelle persone che noi trattiamo come rifiuti umani.
Una ragazza che ha assistito alla scena, mi ha fatto notare che spesso alla stazione c'è un signore italiano che gira con un blocco di biglietti e li vende a prezzo maggiorato.
Posso solo aggiungere che questa mattina indossavo una bella camicia, avevo il volto abbronzato, i soliti occhi azzurri, ed ero pittosto carino.

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